DIETRO L' ETICHETTA – IL RIUL di Ermacora.
Il Riul di Ermacora – Un sorso di Colli Orientali che racconta identità
C’è un vino che non cerca di stupire con effetti speciali, ma che conquista per autenticità, eleganza e coerenza. Si chiama Il Riul, prende il nome da un piccolo appezzamento di terra nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, e porta la firma della famiglia Ermacora, custodi appassionati di un territorio straordinario.
Il nome “Riul” in friulano indica un piccolo rio, un ruscello, che scorre proprio accanto alla vigna da cui provengono le uve. E già qui si intuisce molto: un legame profondo con la terra, con la natura e con una dimensione concreta e quasi domestica del fare vino.
Famiglia Ermacora: radici forti, visione chiara
La storia della famiglia Ermacora affonda le radici nel passato, con legami alla viticoltura già documentati dal 1811. Un lungo filo rosso che attraversa le generazioni, fatto di terra, dedizione e un soprannome – Brigai – che dice tutto: quelli che “brigano”, che si occupano, che non stanno mai fermi, soprattutto quando si tratta di vigne.
È con il nonno Antonio che l’attività prende forma concreta, per poi evolvere grazie a Marino e successivamente ai figli Luciano e Dario, veri artefici di una svolta imprenditoriale: più ettari, più qualità, ma sempre con lo stesso spirito autentico. Nel 2000, proprio in omaggio alla loro storia, nasce anche il marchio Brigai, a testimonianza di un’identità forte, locale e riconoscibile.
Nel tempo, l’azienda ha saputo innovare con intelligenza, introducendo le prime tecnologie già negli anni ’60 (il primo trattore arriva nel 1965!) e puntando oggi su un’agricoltura sostenibile certificata. La biodiversità non è uno slogan: è una scelta quotidiana.
Il 2012 segna un’altra tappa importante con l’acquisizione del cru Montsclapade, mentre dal 2019 prende vita la nuova cantina a Orsaria (Fantin Nodar), punto di riferimento per una produzione che oggi si estende su circa 100 ettari tra vigne, boschi e prati.
Il risultato? Un’azienda che ha saputo crescere senza perdere l’anima, mantenendo forte il legame con i Colli Orientali del Friuli e con un’idea precisa: fare vini che parlano di territorio, famiglia e scelte consapevoli.
Ottenuto da un blend di Merlot, Cabernet e Refosco dal Peduncolo Rosso.
Affinato per circa 36 mesi in barrique e tonneau di rovere francese, si distingue per un profilo morbido, intenso e speziato, con note di frutta rossa e una spiccata propensione all'invecchiamento.
Il Riul è vino carnoso, ma mai troppo invadente. Ha corpo, struttura, ma anche finezza. Il legno fa da cornice, non da protagonista. La frutta rossa matura, il pepe, il sottobosco: tutto si fonde in un equilibrio sincero, che si lascia bere senza stancare mai.
Perché raccontarlo?
Perché Il Riul è l’esempio perfetto di un vino che esprime territorio, famiglia e intenzione. Nasce per rappresentare una visione agricola e culturale. È il frutto di un vigneto che viene rispettato, di un lavoro fatto con coerenza anno dopo anno.
Quando berlo?
Quando vuoi ascoltare. È un vino che accompagna una cena, una conversazione, una serata dove il vino non è solo una presenza sul tavolo, ma un ospite con qualcosa da dire. Dalle nostre parti si dice : " Vin e amis un paradis!". Per il produttore infatti, significa che bere del vino assiame agli amici è come stare in paradiso: Ne é così convinto che ha fatto incidere questa frase all'interno delle cassette.
Dietro ogni etichetta c’è una storia. E in questa, il vino non fa scena, ma identità. Ci troviamo alla prossima storia della rubrica DIETRO L'ETICHETTA della .... Vite in blog.
Elisa
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