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IL VINO NON È IL PROBLEMA. Forse abbiamo semplicemente smesso di avere tempo per sceglierlo.

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FORSE NON ABBIAMO SMESSO DI BERE VINO. ABBIAMO SMESSO DI AVERE TEMPO PER SCEGLIERLO. Da qualche tempo leggiamo praticamente ovunque che il vino è in crisi . I consumi calano. Le nuove generazioni bevono meno. Cambiano gli stili di vita. Il vino deve reinventarsi. E poi arrivano le parole che ormai conosciamo quasi a memoria: moderazione, sostenibilità, nuovi consumatori, nuovi linguaggi. Tutto vero.  Ma ogni volta che leggo uno di questi titoli mi viene una domanda: E se il problema non fosse soltanto il vino? E se, almeno in parte, fossimo cambiati noi? Forse abbiamo meno tempo per scegliere Non credo che si possa parlare del consumatore come se fosse una persona sola. Un cinquantenne che ha imparato a bere vino a tavola con i genitori non ha necessariamente lo stesso rapporto con il vino di un trentenne che lo ha scoperto durante un aperitivo. E un ventenne che oggi decide di bere poco o niente non sta necessariamente rifiutando il vino. Magari sta semplicemente scegliendo quando...

BOTANICA UBRIACA Pisco: quando la vite prende la strada del Pacifico

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  Pisco: quando la vite prende la strada del Pacifico Quando pensiamo a un distillato, immaginiamo spesso una materia prima completamente diversa dall'uva. Agave. Cereali. Canna da zucchero. Erbe. Radici. Poi arriva il Pisco e ci ricorda una cosa piuttosto interessante:  anche la vite può cambiare mestiere.  Non sempre deve diventare vino.  A volte prende la strada del Pacifico, attraversa la storia del Perù e finisce in un bicchiere trasparente, profumato e decisamente più alcolico. Questa volta, quindi, Botanica Ubriaca torna a parlare di una pianta che conosciamo molto bene.  Ma da un'altra prospettiva. La vite arriva in Perù Per capire il Pisco bisogna tornare indietro di qualche secolo. Le viti arrivarono in Perù con gli spagnoli nel XVI secolo e tro varono condizioni particolarmente favorevoli lungo la costa meridionale del Paese. Sole, clima secco e territori adatti alla coltivazione della vite permisero alla viticoltura di svilupparsi rapidamente. ...

SCHIAVA PUNTAY ERSTE NEUE: caratteristiche, abbinamenti e perché mi ha conquistata

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  SCHIAVA PUNTAY: il rosso che non ti aspetti Ci sono vini che scegli  perché vuoi capire cosa hanno da raccontare . La Schiava Puntay di Erste + Neue  l 'avevo scelta mentre stavo valutando una nuova cantina da inserire nel mio percorso di selezione. Insieme al Riesling, era una delle bottiglie che avevo deciso di mettere alla prova. E, lo ammetto, la Schiava mi ha conquistata: n on con la potenza, n on con la concentrazione, m a con quella cosa che considero sempre più importante in un vino ovvero  la personalità. Schiava: La Schiava, o Vernatsch, è uno dei vitigni storici dell'Alto Adige, presente nella regione almeno dal XVI secolo. Negli ultimi decenni la sua superficie vitata si è ridotta molto, ma proprio questa selezione ha contribuito a una crescita qualitativa e a una vera riscoperta del vitigno. Con il nome Schiava/Vernatsch si indica un gruppo di biotipi, tra cui Schiava Grossa, Schiava Gentile e Schiava Grigia . Oggi la Grossa è quella più diffusa, ...

IL CALICE & IL PIATTO: GNOCCHI DI ZUCCA, FONDUTA E NOCCIOLE

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  Gnocchi di zucca, fonduta di latteria e nocciole Un primo piatto autunnale, cremoso e avvolgente, dove la dolcezza della zucca incontra la sapidità del Montasio, la croccantezza delle nocciole e il profumo del rosmarino. Ingredienti  Per gli gnocchi 600 g di polpa di zucca pulita 300 g di patate circa 180–220 g di farina 00 1 tuorlo d’uovo 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato sale q.b. una grattugiata di noce moscata Per la fonduta di Montasio 200 g di Montasio, preferibilmente non troppo stagionato 100 ml di latte intero 20 g di burro pepe nero q.b. Per completare 50 g di nocciole 1 rametto di rosmarino 20 g di burro pepe nero macinato al momento Preparazione 1. Prepariamo la zucca Tagliate la zucca a pezzi, eliminate semi e filamenti e cuocetela in forno a 180 °C per circa 25–30 minuti, finché sarà morbida. La cottura in forno è preferibile a quella in acqua perché permette di eliminare parte dell’umidità e ottenere una polpa più asciutta. Lasciatela intiepidire e pass...

GERMANIA: cambia il modo di leggere il VINO

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  Germania: cambia il modo di leggere il vino Quando l’origine diventa la nuova gerarchia della qualità . La Germania sta vivendo proprio un momento in cui una modifica a una legge sul vino racconta molto di più di una semplice normativa. Ho letto recentemente l’interessante approfondimento di Cristina Mercuri su Wine Club dedicato alla nuova impostazione del sistema tedesco e mi è sembrato un tema da riprendere, perché dietro una modifica apparentemente tecnica si nasconde una domanda molto più interessante: che cosa rende davvero grande un vino? Per molto tempo, nel sistema tedesco, la qualità è stata fortemente legata alla maturità delle uve e al loro contenuto zuccherino al momento della raccolta. Oggi la direzione cambia.  Il punto di partenza diventa sempre più chiaro:  non conta soltanto quanto è matura l'uva. Conta sempre di più da dove arriva. Ed è una piccola, grande rivoluzione. Dalla maturità dell'uva alla geografia del vino Per capire il cambiamento bisogna...