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PET - NAT: Bollicine ribelli. Emozioni autentiche.

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  Negli ultimi anni il PET-NAT , abbreviazione di Pétillant Naturel , è diventato uno dei vini più curiosi e ricercati dagli appassionati. Ma dietro questa sigla non si nasconde una moda passeggera: c'è un modo antico di fare vino, che oggi torna protagonista grazie alla voglia di autenticità. Per qualcuno è il vino delle nuove generazioni. Per altri è un ritorno alle origini. In realtà, è entrambe le cose. Cos'è un PET-NAT? Il PET-NAT è un vino spumeggiante ottenuto con il Metodo Ancestrale , una tecnica precedente persino al Metodo Classico. La sua particolarità è semplice: il vino viene imbottigliato quando la fermentazione è ancora in corso. Gli zuccheri naturali presenti nel mosto continuano a trasformarsi in alcol direttamente in bottiglia, producendo in modo spontaneo l'anidride carbonica che dà vita alle sue bollicine. Non vengono aggiunti zuccheri per la presa di spuma e, nella maggior parte dei casi, non viene effettuata la sboccatura. Per questo motivo molti PET-...

TRAME DI VINO

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  Trame di Vino Esperienze che intrecciano vino, territori e persone Ci sono progetti che nascono da un'idea. E poi ci sono quelli che nascono da un'esigenza. Trame di Vino è nato dal desiderio di rallentare. Di restituire al vino il tempo che merita. Perché oggi il vino è ovunque. Lo troviamo nei ristoranti, nelle enoteche, sui social, nelle guide. Si parla di vitigni, punteggi, affinamenti, terroir, tecniche di vinificazione. Tutto questo è prezioso. Ma a volte mi sono chiesta se, lungo il cammino, non avessimo dimenticato qualcosa. La parte più umana. Quella che non si misura in gradi alcolici o descrittori aromatici. Quella che parla di persone. Ogni bottiglia nasce molto prima di arrivare nel bicchiere Ogni volta che entro in una cantina, p rima arrivano i racconti, l e mani segnate da una vendemmia difficile, l e scelte coraggiose di chi ha deciso di recuperare un vecchio vigneto, i  ricordi di famiglia tramandati da una generazione all'altra. Le stagioni che non son...

AUSTRALIA OLTRE IL NUOVO MONDO - I VINI DEGUSTATI

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  Australia nel calice: quattro vini che hanno cambiato il modo di guardare il vino australiano Quando si parla di Australia, nel mondo del vino gli stereotipi sono duri a morire. Vini potenti. Molto alcol. Shiraz concentrati e muscolari. Chardonnay segnati dal legno. Eppure una delle cose che amo di più nelle degustazioni è proprio questa: scoprire quanto la realtà sia più interessante dei luoghi comuni. Durante la nostra ultima serata dedicata all'Australia abbiamo attraversato alcune delle regioni più affascinanti del Great Southern e della Barossa contemporanea, incontrando produttori che stanno scrivendo una nuova pagina del vino australiano. Uno Chardonnay salvato dall'oblio Il viaggio è iniziato con lo Chardonnay di Express Winemakers. Dietro questo vino si nasconde una storia che parla di coraggio e visione. Le uve provengono da Crystal Brook, un vigneto storico piantato negli anni Ottanta a Mount Barker. Quelle vigne mature stavano per essere estirpate e il terreno res...

DIETRO L'ETICHETTA - SWEET- CLOS FIGUERAS

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Clos Figueras Sweet – Il lato ribelle del Priorat DOCa Ci sono vini che nascono per seguire una tradizione. E poi ci sono vini che nascono per metterla in discussione. Clos Figueras Sweet appartiene decisamente alla seconda categoria. La storia: dalla rinascita del Priorat a un’idea fuori dagli schemi La storia di Clos Figueras è intrecciata con la rinascita del Priorat, oggi una delle denominazioni più prestigiose di Spagna, ma fino agli anni ’80 quasi dimenticata. Nel 1997, ispirati da René Barbier – anima della “rivoluzione del Priorat” e proprietario di Clos Mogador – Charlotte e Christopher Cannan acquistano 10 ettari di vigne abbandonate a nord di Gratallops, in un luogo chiamato Les Figueres . Il nome della tenuta nasce proprio da lì: due antichi alberi di fico che un tempo segnavano la proprietà. Oggi gli ettari sono 18, piantati su uno dei terroir più iconici del mondo del vino. La chiave? La llicorella , c omposta da ardesia nera, mica e quarzo, la llicorella è una ro...

GIN ... NON SOLO TONIC

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  Gin: la botanica che ha imparato a distillare C’è stato un periodo in cui il gin era semplicemente “quello per il gin tonic”. Poi è successo qualcosa. Non all’improvviso, ma lentamente, come accade con tutte le rivoluzioni silenziose. Il gin è tornato a essere ciò che è sempre stato: un distillato botanico. E quando si parla di botanica, inevitabilmente, la curiosità prende il sopravvento. Da medicina a distillato contemporaneo La storia del gin parte lontano. Non nei cocktail bar, ma nelle farmacie. Le prime versioni nascono come infusi alcolici a base di ginepro , utilizzati per le proprietà digestive e depurative. Il passaggio dal rimedio al piacere avviene nei Paesi Bassi con il genever, distillato di cereali aromatizzato con bacche di ginepro. Da lì il salto verso l’Inghilterra è breve. Il gin diventa popolare, diffuso, a volte persino eccessivo. Ma resta sempre fedele alla sua anima: un distillato costruito sulle botaniche. Oggi il gin vive una nuova fase, fatta ...