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SCHIAVA PUNTAY ERSTE NEUE: caratteristiche, abbinamenti e perché mi ha conquistata

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  SCHIAVA PUNTAY: il rosso che non ti aspetti Ci sono vini che scegli  perché vuoi capire cosa hanno da raccontare . La Schiava Puntay di Erste + Neue  l 'avevo scelta mentre stavo valutando una nuova cantina da inserire nel mio percorso di selezione. Insieme al Riesling, era una delle bottiglie che avevo deciso di mettere alla prova. E, lo ammetto, la Schiava mi ha conquistata: n on con la potenza, n on con la concentrazione, m a con quella cosa che considero sempre più importante in un vino ovvero  la personalità. Schiava: La Schiava, o Vernatsch, è uno dei vitigni storici dell'Alto Adige, presente nella regione almeno dal XVI secolo. Negli ultimi decenni la sua superficie vitata si è ridotta molto, ma proprio questa selezione ha contribuito a una crescita qualitativa e a una vera riscoperta del vitigno. Con il nome Schiava/Vernatsch si indica un gruppo di biotipi, tra cui Schiava Grossa, Schiava Gentile e Schiava Grigia . Oggi la Grossa è quella più diffusa, ...

SAVAGNIN BLANC - ARBOIS

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  Savagnin 2014 Domaine de la Pinte: quando un vino bianco decide di raccontare il tempo Un Arbois Savagnin 2014 del Domaine de la Pinte non entra nel bicchiere per fare bella figura nei primi trenta secondi. Aspetta. Ha bisogno di tempo. E forse proprio per questo è così affascinante. Perché ci ricorda una cosa che nel mondo del vino spesso dimentichiamo: non tutti i vini sono nati per essere consumati. Alcuni sono nati per essere ascoltati. Jura: una piccola regione, una grande personalità Per trovare l'origine di questo vino dobbiamo spostarci nella regione francese dello  Jura , un territorio incastonato tra Borgogna e Svizzera. Un vigneto piccolo per dimensioni, ma enorme per capacità di sorprendere. Qui troviamo vitigni che sembrano appartenere a un'altra epoca: Savagnin Chardonnay Poulsard Trousseau e uno stile produttivo dove tradizione e identità territoriale hanno ancora un peso enorme. Il Jura non cerca di imitare nessuno. Ed è proprio ques...

SAPERAVI

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  Saperavi: il vino che arriva dalla Georgia   Il Saperavi di Pheasant’s Tears appartiene alla categoria dei vini che è proprio bello condividere al tavolo con gli amici. Prima ancora di parlare del vino, bisogna fare un viaggio. Destinazione: Georgia , uno dei luoghi più antichi della cultura del vino, dove la vinificazione affonda le sue radici in una tradizione millenaria.  Quando in molte parti del mondo il vino non era ancora nemmeno un’idea, in Georgia qualcuno aveva già capito che l’uva poteva trasformarsi in qualcosa di molto più grande di una semplice bevanda. Poteva diventare cultura. Il vino come parte della vita quotidiana In Georgia il vino  è ospitalità, identità, memoria. È sempre stato legato alla famiglia, alle feste, alla convivialità e ai momenti importanti della comunità.  La cantina tradizionale, chiamata marani , non era semplicemente un luogo dove conservare bottiglie: era uno spazio quasi sacro, dove si custodiva una parte dell’identi...

PET - NAT: Bollicine ribelli. Emozioni autentiche.

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  Negli ultimi anni il PET-NAT , abbreviazione di Pétillant Naturel , è diventato uno dei vini più curiosi e ricercati dagli appassionati. Ma dietro questa sigla non si nasconde una moda passeggera: c'è un modo antico di fare vino, che oggi torna protagonista grazie alla voglia di autenticità. Per qualcuno è il vino delle nuove generazioni. Per altri è un ritorno alle origini. In realtà, è entrambe le cose. Cos'è un PET-NAT? Il PET-NAT è un vino spumeggiante ottenuto con il Metodo Ancestrale , una tecnica precedente persino al Metodo Classico. La sua particolarità è semplice: il vino viene imbottigliato quando la fermentazione è ancora in corso. Gli zuccheri naturali presenti nel mosto continuano a trasformarsi in alcol direttamente in bottiglia, producendo in modo spontaneo l'anidride carbonica che dà vita alle sue bollicine. Non vengono aggiunti zuccheri per la presa di spuma e, nella maggior parte dei casi, non viene effettuata la sboccatura. Per questo motivo molti PET-...

DIETRO L'ETICHETTA - SWEET- CLOS FIGUERAS

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Clos Figueras Sweet – Il lato ribelle del Priorat DOCa Ci sono vini che nascono per seguire una tradizione. E poi ci sono vini che nascono per metterla in discussione. Clos Figueras Sweet appartiene decisamente alla seconda categoria. La storia: dalla rinascita del Priorat a un’idea fuori dagli schemi La storia di Clos Figueras è intrecciata con la rinascita del Priorat, oggi una delle denominazioni più prestigiose di Spagna, ma fino agli anni ’80 quasi dimenticata. Nel 1997, ispirati da René Barbier – anima della “rivoluzione del Priorat” e proprietario di Clos Mogador – Charlotte e Christopher Cannan acquistano 10 ettari di vigne abbandonate a nord di Gratallops, in un luogo chiamato Les Figueres . Il nome della tenuta nasce proprio da lì: due antichi alberi di fico che un tempo segnavano la proprietà. Oggi gli ettari sono 18, piantati su uno dei terroir più iconici del mondo del vino. La chiave? La llicorella , c omposta da ardesia nera, mica e quarzo, la llicorella è una ro...