SCHIAVA PUNTAY ERSTE NEUE: caratteristiche, abbinamenti e perché mi ha conquistata

 


SCHIAVA PUNTAY: il rosso che non ti aspetti

Ci sono vini che scegli perché vuoi capire cosa hanno da raccontare.

La Schiava Puntay di Erste + Neue l'avevo scelta mentre stavo valutando una nuova cantina da inserire nel mio percorso di selezione. Insieme al Riesling, era una delle bottiglie che avevo deciso di mettere alla prova.

E, lo ammetto, la Schiava mi ha conquistata: non con la potenza, non con la concentrazione, ma con quella cosa che considero sempre più importante in un vino ovvero la personalità.

Schiava:

La Schiava, o Vernatsch, è uno dei vitigni storici dell'Alto Adige, presente nella regione almeno dal XVI secolo. Negli ultimi decenni la sua superficie vitata si è ridotta molto, ma proprio questa selezione ha contribuito a una crescita qualitativa e a una vera riscoperta del vitigno.

Con il nome Schiava/Vernatsch si indica un gruppo di biotipi, tra cui Schiava Grossa, Schiava Gentile e Schiava Grigia. Oggi la Grossa è quella più diffusa, mentre la Gentile e la Grigia sono molto meno rappresentate. Per il Puntay, le fonti storiche riportano una composizione di Schiava Gentile; le schede più recenti la identificano semplicemente come Schiava/Vernatsch 100%. Quindi, tecnicamente  non scriverei oggi "Schiava Gentile" senza una conferma diretta della cantina per l'annata che ho assaggiato.

È un rosso che non segue il modello del "rosso importante".

Il colore può essere luminoso, il corpo generalmente agile, il tannino moderato.

E poi ci sono i suoi profumi: ciliegia, piccoli frutti rossi, fragolina, lampone, violetta, con quella caratteristica sfumatura di mandorla che può comparire nel finale.


E il Puntay?

Il Kalterersee Classico Superiore Puntay di Erste + Neue è l'interpretazione della cantina di questo territorio e di questo vitigno. La selezione Puntay nasce dai vigneti migliori della cantina; per il Puntay Schiava sono state storicamente utilizzate anche vecchie vigne, e l'interpretazione punta a dare maggiore profondità mantenendo l'identità della varietà.

Le note riportate per le annate recenti insistono su ciliegia, frutto rosso, sfumature erbacee e una vena ammandorlata, con un sorso fresco e una struttura comunque sufficiente a renderlo interessante anche a tavola.

Definirei il Puntay leggero oltre che interessante. Ma "leggero" non significa necessariamente "semplice".

Un vino può avere poco peso alcolico e tannini gentili e, allo stesso tempo, avere precisione, profondità e capacità gastronomica.

Il Puntay, per me, è proprio questo.

In tavola.

Ho deciso di non fermarmi all'assaggio.Perché un vino può essere piacevole nel bicchiere, ma è quando arriva a tavola che capisci davvero quanto vale.

Prima prova: tartare di Fassona

Qui ho voluto fare una scelta un po' controcorrente.

Schiava e carne cruda.


La tartare di Fassona, preparata in modo semplice, funzionava già bene: la freschezza del vino accompagnava la morbidezza della carne e il tannino non era assolutamente invasivo.

Ma avevo la sensazione che mancasse un piccolo elemento capace di creare un ponte tra i due.

Così ho aggiunto una piccola quantità di senape delicata.

La componente aromatica e leggermente pungente della senape ha dato maggiore carattere alla tartare e ha creato un collegamento interessante con la freschezza e la personalità della Schiava.



Poi è arrivata la sorpresa

Schiava Puntay + Latteria stagionato un anno

E qui ho pensato:

Osti...

Ci siamo.

Il Latteria stagionato aveva quella maggiore intensità, sapidità e consistenza che mancavano un po' alla tartare.

La componente grassa e la struttura del formaggio hanno incontrato la freschezza della Schiava. Il vino alleggeriva il palato. Il formaggio gli dava profondità.


E poi quella piccola nota ammandorlata del vino...

perfetta con la componente evoluta e lattica del formaggio.

Non era semplicemente un abbinamento "vino rosso + formaggio".

Era un vero gioco di contrasti e concordanze.

E personalmente l'ho trovato molto più centrato.

La Schiava, del resto, viene indicata proprio tra i vini particolarmente versatili a tavola, con abbinamenti che spaziano dalla cucina altoatesina alla carne di vitello e ai formaggi.

Quello che mi ha insegnato questa bottiglia

Che forse abbiamo ancora qualche pregiudizio nei confronti dei vini "leggeri".

Come se per essere interessanti dovessero necessariamente avere:

più alcol,
più tannino,
più struttura,
più concentrazione.

Io invece continuo a pensare che la domanda migliore sia un'altra:

"Quanto riesce a raccontare questo vino?"

E il Puntay, per me, ha raccontato parecchio.

Ha raccontato un territorio.

Un vitigno identitario.

Una tipologia di rosso che merita di essere riscoperta.

E soprattutto mi ha ricordato che la leggerezza può essere una forma di eleganza.

Il mio abbinamento preferito?

Se devo scegliere:

🥩 Tartare di Fassona + Schiava Puntay + un tocco di senape delicata:
curioso, originale, riuscito.

🧀 Latteria stagionato un anno + Schiava Puntay: centrato.

Quello che rifarei senza pensarci due volte.





Conclusione???? Assaggiatela io di certo la riprendo e la regalo.



Alla Prossima... Vite in blog!

Con allegria Elisa

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